
Teoria e fisica delle onde d’urto radiali
Onde d’urto radiali: un approccio terapeutico di superficie
Le onde d’urto radiali, note anche come RSWT (Radial Shock Wave Therapy), rappresentano una modalità terapeutica non invasiva ampiamente utilizzata in fisioterapia e medicina riabilitativa. A differenza delle onde d’urto focali, che concentrano l’energia in un punto specifico in profondità, le onde radiali si caratterizzano per una propagazione divergente e un’azione prevalentemente superficiale. Questa peculiarità le rende particolarmente efficaci nel trattamento di patologie muscolo-tendinee e infiammatorie che interessano tessuti più prossimi alla superficie cutanea.
Definizione fisica e caratteristiche distintive

Un’onda d’urto radiale è una tipologia di onda acustica prodotta da un urto meccanico che genera un’onda di pressione a propagazione divergente. Le sue caratteristiche fisiche principali includono:
- Generazione per urto meccanico: l’onda non è generata da un processo elettrico o piezoelettrico, ma dall’impatto di un proiettile accelerato contro un trasduttore.
- Propagazione divergente: l’energia si diffonde radialmente dal punto di contatto con la pelle, coprendo un’area ampia ma senza concentrazione in un punto focale e con una minore penetrazione in profondità.
- Forma d’onda: caratterizzata da un graduale incremento di pressione seguito da un decadimento progressivo. La pressione di picco è significativamente inferiore rispetto alle onde focali (circa 10 bar contro oltre 500 bar delle focali).
- Durata dell’impulso: relativamente più lunga rispetto alle onde focali (circa 5 ms contro meno di 10 µs delle focali).
Questa combinazione di fattori determina un’azione meccanica più superficiale e diffusa, rendendo le onde d’urto radiali ideali per trattamenti di superficie.
Varianti tecnologiche: come vengono generate le onde d’urto radiali?
Il proiettile può essere accelerato sfruttando due principali tecnologie, quella pneumatica e quella elettromagnetica.

Sistemi pneumatici
Nei sistemi pneumatici, il proiettile viene accelerato da aria compressa. Un compressore genera aria ad alta pressione che viene rilasciata in una camera, spingendo il proiettile contro l’applicatore. Questa è la tecnologia più comune e diffusa per i dispositivi a onde d’urto radiali, apprezzata per la sua robustezza e affidabilità.
Sistemi elettromagnetici
Nei sistemi elettromagnetici, il proiettile è accelerato da una bobina elettromagnetica. Un impulso di corrente crea un campo magnetico che spinge il proiettile ad alta velocità contro l’applicatore. Questa tecnologia offre un controllo più preciso sull’energia dell’impulso e sulla frequenza, ma è meno comune rispetto ai sistemi pneumatici.
Indipendentemente dalla tecnologia di generazione, il principio rimane lo stesso: un impatto meccanico che genera un’onda di pressione che si propaga radialmente nei tessuti.
Meccanismo di azione biologico: azione meccanica a diffusione radiale
Quando un’onda d’urto radiale attraversa i tessuti, essa viene assorbita e diffusa radialmente in superficie. L’interazione con le strutture biologiche avviene in base alla loro densità e composizione. È importante notare che la differente densità della cute rispetto al metallo della testina causa un forte degrado dell’onda d’urto, con un brusco rallentamento della stessa che passa da circa 5.500 m/sec a 1.450 m/sec. Questo significa che gli impulsi presentano la massima intensità vicino alla superficie e una progressiva attenuazione in profondità. Questo meccanismo d’azione superficiale è ciò che distingue le onde d’urto radiali dalle focali.
Effetti terapeutici: trattamento non invaso di patologie superficiali
Grazie alla sua natura acustica e alla diffusione radiale, l’impulso meccanico delle onde d’urto radiali stimola una serie di risposte biologiche che portano a effetti terapeutici localizzati e non invasivi. Tra i principali effetti biologici si annoverano:
- Azione antiedemigena: le onde d’urto radiali favoriscono il drenaggio dei liquidi interstiziali, contribuendo a ridurre il gonfiore e l’edema nei tessuti trattati.
- Stimolazione della microcircolazione locale: l’impulso meccanico migliora il flusso sanguigno e la perfusione nei capillari e nelle piccole arteriole, favorendo l’apporto di ossigeno e nutrienti e la rimozione delle scorie metaboliche.
- Proprietà antinfiammatorie: modulazione della risposta infiammatoria che riduce la produzione di mediatori pro-infiammatori e promuove la risoluzione dell’infiammazione.
- Potere antidolorifico: l’azione meccanica e gli effetti biologici indotti contribuiscono a ridurre il dolore, sia attraverso un’azione diretta sui recettori del dolore, sia indirettamente attraverso la riduzione dell’infiammazione e il miglioramento della circolazione.
Terapie: applicazioni in ortopedia e dermatologia
Le onde d’urto radiali (RSWT) trovano ampio impiego in diverse aree della medicina, in particolare in ortopedia e dermatologia, grazie alla loro capacità di agire efficacemente su patologie che interessano i tessuti superficiali. Le principali applicazioni includono:
- Patologie muscolotendinee superficiali: Tendinopatie come la fascite plantare, l’epicondilite laterale (gomito del tennista), la tendinopatia rotulea, e altre condizioni che interessano i tendini e i muscoli più superficiali.
- Punti trigger: Zone ipersensibili e dolorose all’interno di una banda tesa di muscolo scheletrico, spesso associate a dolore riferito.
- Infiammazioni localizzate: Condizioni infiammatorie dei tessuti molli, come borsiti o peritendiniti.
In Ortopedia, la RSWT è un trattamento di prima linea per molte di queste condizioni, offrendo un’alternativa non invasiva o un complemento ad altre terapie. In Dermatologia, le applicazioni possono includere il trattamento di cicatrici, ulcere cutanee e altre condizioni che beneficiano della stimolazione della microcircolazione e della rigenerazione tissutale superficiale.
In conclusione, le onde d’urto radiali offrono un approccio terapeutico mirato per le patologie superficiali, sfruttando un meccanismo d’azione che stimola i processi naturali di guarigione e riduce il dolore e l’infiammazione, con un profilo di sicurezza elevato e una buona tollerabilità da parte del paziente.