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Terapia con onde d’urto focali in Dermatologia

Come agiscono le onde d’urto focali in Dermatologia?

L’applicazione delle onde d’urto focali in dermatologia rappresenta un’evoluzione significativa nell’approccio terapeutico a numerose patologie cutanee e nella medicina rigenerativa. Originariamente sviluppate in ambito urologico, oggi le onde d’urto focali trovano ampio impiego nella cura di ferite croniche, ulcere, cicatrici patologiche, patologie linfatiche e in ambito estetico.

Grazie alla loro capacità di concentrare l’energia meccanica in un punto preciso, le onde d’urto focali agiscono in profondità sui tessuti, attivando processi biologici fondamentali come la neoangiogenesi, la modulazione dell’infiammazione, la stimolazione delle cellule staminali e il rimodellamento della matrice extracellulare.

Queste proprietà si traducono in un’accelerazione della guarigione, riduzione del dolore, miglioramento dell’aspetto estetico e riduzione delle complicanze, offrendo una soluzione non invasiva e altamente tollerabile per pazienti con quadri clinici complessi o resistenti ai trattamenti convenzionali.

Patologie vulnologiche e ferite difficili

Effetti biologici

  • Proliferazione e migrazione dei cheratinociti che accelerano la riepitelizzazione delle ferite.
  • Potenziamento della neoangiogenesi a favore della formazione di vasi sanguigni nelle aree ischemiche che migliorano l’ossigenazione tissutale.
  • Modulazione della risposta infiammatoria a riduzione dell’infiammazione cronica che ostacola la guarigione delle ferite.
  • Degradazione del biofilm batterico grazie alla sua disgregazione meccanica che protegge i batteri dagli antibiotici nelle ferite croniche.
  • Stimolazione della sintesi di collagene di tipo I e III, essenziali per la riparazione tissutale.

Benefici terapeutici

  • Accelerazione dei tempi di guarigione per la chiusura completa delle ferite.
  • Diminuzione della sintomatologia dolorosa associata alle lesioni croniche.
  • Riduzione della disabilità e dell’impatto psicologico legato alle ferite croniche.
  • Minore incidenza di infezioni e altre complicanze associate alle ferite croniche.
  • Riduzione necessità di procedure chirurgiche invasive.

Principali indicazioni

  • Ferite difficili
  • Ulcere diabetiche
  • Ulcere distrofiche
  • Ustioni non circonferenziali
  • Lesioni post-traumatiche
  • Disturbi di guarigione postoperatoria

Patologie linfatiche e infiammatorie

Effetti biologici

  • Stimolazione della linfangiogenesi, formazione di nuovi vasi linfatici che migliorano il drenaggio dei tessuti edematosi.
  • Riduzione della fibrosi tramite rimodellamento della matrice extracellulare.
  • Modulazione dell’espressione di citochine, modifica del profilo delle citochine pro e anti-infiammatorie, favorendo la risoluzione dell’infiammazione cronica.
  • Attivazione delle cellule staminali residenti nei tessuti, promuovendo la rigenerazione tissutale.
  • Disgregazione dei depositi di calcio tramite frammentazione meccanica dei depositi nei tessuti molli, facilitandone la rimozione.

Benefici terapeutici

  • Riduzione significativa del volume degli arti affetti da linfedema.
  • Miglioramento della mobilità articolare, aumento dell’escursione articolare e riduzione della rigidità.
  • Diminuzione della sintomatologia dolorosa associata alle patologie infiammatorie.
  • Miglioramento della qualità della vita con riduzione dell’impatto funzionale e psicologico della patologia.
  • Minore dipendenza da terapie farmacologiche, anti-infiammatori e analgesici

Principali indicazioni

  • Linfedema
  • Complex Regional Pain Syndrome (CRPS)
  • Cicatrici e Segni di Stiramento
  • Calcinosi cutanea

Patologie estetiche

Effetti biologici

  • Rimodellamento del tessuto adiposo indotto dalla lipolisi a riduzione del volume degli adipociti.
  • Stimolazione della sintesi di collagene ed elastina, con conseguente miglioramento dell’elasticità e della compattezza cutanea.
  • Incremento della microcircolazione grazie alla riduzione della stasi venosa e linfatica, con conseguente miglioramento dell’aspetto della pelle.
  • Riduzione della fibrosi settale, tramite attenuazione dei setti fibrosi che causano l’aspetto a “buccia d’arancia” della cellulite.
  • Attivazione dei fibroblasti dovuta allo stimolo della produzione di componenti della matrice extracellulare.

Benefici terapeutici

  • Diminuzione dell’aspetto a “buccia d’arancia” e miglioramento della texture cutanea.
  • Miglioramento del profilo corporeo, riduzione localizzata del tessuto adiposo e rimodellamento dei contorni corporei.
  • Aumento dell’elasticità cutanea, miglioramento della tonicità e dell’elasticità della pelle.
  • Attenuazione delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi.
  • Miglioramento dell’aspetto generale della pelle come luminosità e uniformità del colorito cutaneo.

Principali indicazioni

  • Cellulite
  • Cicatrici ipertrofiche
  • Cheloidi

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